Mi dà sempre un po' di fastidio sentir disquisire dello scopo che dovrebbe avere internet, o del motivo per cui è stato creato facebook, o di come dovrebbe essere usato twitter e chi dovrebbe seguire chi e cosa. Soprattutto mi irrita sentir demonizzare il web a prescindere e considerarlo l'origine di molti dei mali attuali e della rarefazione dei rapporti tra le persone, come se "per colpa di" fossimo tutti chiusi in casa a parlare solo ed esclusivamente via web senza più guardarci negli occhi, stringerci le mani, ridere insieme, litigare.
Mi irrita questo tipo di commenti perchè sono fermamente convinta che il web, con tutti i suoi gingilli, sia veramente solo uno strumento in più nelle mani di chi sceglie di usarlo. E in quanto strumento non ha morale, non ha responsabilità, non ha destinazione d'uso a prescindere: è in chi lo usa la morale, la responsabilità, l'intenzione. Ergo: se io non mi sento sociale e non voglio vedere, parlare, ridere, litigare insieme ad altri, mi posso chiudere in casa e interagire solo ed esclisivamente attraverso i miei webgingilli, ma anche no. Nel senso che se non ci fossero, magari mi rinchiuderei in casa con un libro e non vedrei comunque nessuno. Non è il web a sterilizzare le relazioni. Sono le persone stesse a farlo.
Questo per dire che io, ad esempio, sono una di quelle che quando passa una giornata di merda piuttosto che alzare il telefono e chiamare un'amica o raccontare quel che succede alla compagnia di scrivania preferirebbe tagliarsi la lingua, che, peraltro, in giornate come quella di ieri, è piuttosto anchilosata.
Ieri era una di quelle giornate: nottata strana, sogni appiccicosi che ti restano incollati addosso per tutto il giorno, con tutto un postprodotto di nostalgia, malinconia, lacrime e sangue ecc ecc.
Non volevo nessuno. Non c'era nessuno, d'altronde.
Tranne loro, che sono riuscite a passare attraverso twitter, blogger, gmail, facebook e quant'altro.
Non le ho cercate, o forse un po' si. Forse alla fin fine ho gettato un amo e loro hanno, amichevolmente, abboccato.
E io amichevolmente voglio ringraziarle. Non le conosco, non le ho mai viste, ho di loro solo una vaga immagine virtuale che associo a quelle poche e rarefatte informazioni che ho sulla loro vita.
Ma ieri mi hanno aiutata. Ci sono state e voglio ringraziarle per esserci state.
Grazie Mammachetesta.
Grazie Ondaluna.
Grazie Ninacerca.
sono pienamente d'accordo con te, il web è solo 1 strumento nelle nostre mani, noi abbiamo il potere di decidere che giusto peso dare a tutto quanto. Io per es. sto' molto, lo ammetto, ma confesso che il mio abuso dipende tanto dalla facilità nell'annoiarmi e dal piattume che sto' vivendo in questo periodo ... però poi me ne rendo conto e gli do il giusto peso. solitamente chi lo critica è perchè è prevenuto o perchè non lo sa usare e di conseguenza non lo capisce. buona serata :P
RispondiEliminaLa "virtualità" può diventare molto reale, se lo vogliamo.
RispondiEliminaCredo di non meritare un ringraziamento pubblico per una cosa che ho fatto volentieri, e che non è un'impresa ma solo una piccola cosa.
Siamo ogni giorno lì, sappiamo le cose l'una dell'altra, a volte proprio in diretta... insomma...
Un bacio.
@francesca84: è vero, spesso chi critica, in tutti i campi, è chi non conosce, chi non accetta il cambiamento
RispondiElimina@ondaluna: e ti sembra poco? esserci? I grazie si dannoanche per le piccole cose, anche quando sono piccolegrandi cose :D
Miiiii! Iniziare una domenica mattina così ti fa rialzare pure la nebbia fuori dalla finestra!
RispondiEliminaIo ho amiche meravigliose conosciute on line e la lista si sta allungando che è una meraviglia.
Per me il web è una risorsa umana eccezionale perchè, credo, senza il contatto visivo si hanno meno filtri e ci si sente più liberi di esprimersi.
@mammachetesta: concordo :D buona domenica!
RispondiEliminaSi, hai ragione e io approfitto del web per farti un in bocca al lupo per il tuo nuovo studio. Non sono riuscita a farlo prima!
RispondiEliminaMi spiace per la giornata no di ieri, ma per fortuna poi passa...