martedì 8 novembre 2011

Mamma, che rabbia!

Ci penso spesso. Mi torna in mente tutta la scena.

Io che cerco di vestire Princi per portarla a scuola. Sono in ritardo e lei come al solito non ne vuole sapere. Tra “Vojo stae tutto i gionno cottè” e “Vojo ballae cottè” io mi innervosisco ancora di più, la rimprovero, la minaccio, alzo la voce. Quando riesco a fermarla, mentre le infilo il grembiule lei è visibilmente scocciata e inizia a “picchiare” la sedia.
Ping. Suona un campanello nella mia testa...
“Amore perché picchi la sedia?”
Nessuna risposta. Ma continua a menare colpi nell’aria.
“Amore sei arrabbiata?”
Musetto che annuisce... 
“E con chi sei arrabbiata?”
“Commmammmaaaaaa” scoppia a piangere e ci abbracciamo.

Non so perché ho sempre in mente questo episodio. O forse si. Ci penso spesso perché mi interrogo spesso su quanto i rimproveri che talvolta le faccio siano motivati e sensati (come dovrebbero) e non dettati dalle contingenze che mi fanno saltare i nervi.
E ci penso spesso perché sono consapevole di quanto io, per prima, abbia dei serissimi problemi a gestire la mia di rabbia. Io che la trattengo sempre. Io che piuttosto mi chiudo a riccio. Io che se provo anche solo a tirarne fuori un po’ scoppio subito a piangere, nella totale incapacità di gestire questa emozione per me così travolgente.
Non so arrabbiarmi, lo so.
Non so farlo in maniera sociale, perlomeno.

E vorrei che Princi fosse diversa.
Vorrei che sapesse riconoscere la sua rabbia, senza scambiarla con altre emozioni.
Vorrei che sapesse esprimerla, scaricarla senza per questo vivere emozioni e sensazioni devastanti.
Perché la rabbia è un po’ così: si autoalimenta se riconosce altra rabbia, ma si smonta immediatamente se viene smascherata. Come è successo a noi quella mattina: appena un secondo dopo averlo detto, ammesso, abbiamo stemperato le reciproche rabbie in un abbraccio e una chiacchierata.

Certo, mi piacerebbe avere un manuale. Qualcosa tipo “Dieci semplici mosse per insegnare a tua figlia a gestire la rabbia, riconoscerla, scaricarla, affermarla assertivamente e non devastatamente”… devo provare a cercarlo su IBS, ma mi sa che non esiste niente del genere sul mercato.

Spero di riuscire a farmi guidare dal buon senso.
Ma una cosa ho capito: qualunque cosa voglia trasmettere a lei, è da me che devo partire. È innanzitutto su me che devo lavorare. Non riuscirò a trasmetterle nulla che prima non abbia sperimentato. Non riuscirò ad insegnarle nulla di cui non riesca ad essere esempio.
E forse un giorno, sarò orgogliosa di lei nel vederla arrabbiarsi in maniera sana, magari anche con me, senza tenersi tutto dentro, senza ingoiare e piangere da sola per la rabbia, allo stesso modo in cui ora mi commuove ogni volta che la sento prendersi cura delle sue bambole. Nessuno le ha insegnato a farlo, mi dico, qualcuno lo ha fatto con lei e lei l’ha imparato.

Spero solo, quel giorno, di non essere così arrabbiata da non accorgermi di quello che sta succedendo.

Questo post partecipa al blogstorming


8 commenti:

  1. Quando trovi quel manuale passamelo... non ho una figlia, ma a me servirebbe proprio! Non rimproverarti... con i tempi che corrono purtroppo siamo perennemente stressati. Comunque anche i nostri genitori non erano perfetti... non siamo cresciute male non credi? La rabbia è difficile da gestire per tutti! La tenerona me la immagino con il musetto imbronciato e arrabbiato... dolce stellina!!! :-)

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  2. vero, nemmeno i nostri genitori sono stati perfetti.
    eppure, tutto sommato, sono abbastanza contenta di come sono cresciuta... non so come abbiano fatto, però!
    :D

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  3. Ciao! Sono capitata qui da altri blog :) ! Io penso che già le tue parole siano testimoni di come il manuale non ti serva ;)

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  4. Non ti conoscevo e sono capitata qui tramite "lo storming dei blog" lanciato da Genitori crescono e... trovo che tua figlia, vista l'età sia LA BAMBINA PIù NORMALE DEL MONDO! E sa riconoscerla eccome, il fatto stesso che la esprima è una conquista! Proprio oggi ho sperimentato che i bambini crescono (la mia ormai sei) ma la rabbia è un'emozione "primaria" e col tempo, dalle tempo, imparerà a gestirla. E se ti può consolare, tu continua a porti dubbi, perché è l'unico modo per migliorarsi, ma sappi che un psicologo rispettabilissimo quale era Bernardini ha scritto, in un libro di cui in questo momento non ricordo il titolo, in poche parole che abbandonarsi agli sfoghi è lecito, ma sarebbe meglio non esagerare. Quindi tra il non mostrare mai la rabbia e mostrarla sempre, c'è una via di mezzo e tu sei sulla buona strada perché la sai riconoscerla... Come sono stata prolissa e chissà se sono stata chiara:(

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  5. A parte il fatto che già il fatto di essere consapevole della tua e della sua rabbia è un grande passo avanti.
    Per quanto riguarda i libri mi sento di consigliarti questo:
    Intelligenza emotiva per un figlio (La Scala. Saggi) di John Gottman
    Io l'ho trovato molto utile e -se non ricordo male- lo avevo scoperto proprio grazie a un articolo di GenitoriCrescono

    Un abbraccio

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  6. Gestire la rabbia è difficile. Io quando provo quella vera sento lo stomaco aggrovigliarsi e le orecchie che prendono fuoco. Per fortuna questo tipo di rabbia la provo raramente e finora mai con la gnoma. Con lei mi arrabbio anche io in situazioni simili a quella che descrivi tu, non in modo furioso, ma sufficiente da farmi pentire se alzo troppo la voce, ma ho sempre la netta sensazione che lei sappia benissimo cosa provoca con certi comportamenti ribelli, come se volesse ogni volta mettermi alla prova, e così a volte rido e la spiazzo...
    penso anche io come "La casetta delle idee" che tu non abbia bisogno di manuali, visto che ti metti in discussione e analizzi la situazione...

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  7. @tutti: scusate se non vi ho risposto subito.

    Ho letto i vostri commenti e mi ringrazio, spesso dimentico che metterci in dubbio è la cosa più vitale che possiamo fare

    grazie

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