giovedì 28 ottobre 2010

Pari opportunità

Ultimamente vorrei che tra i miei lettori fossero rispettate maggiormente le quote azzurre in modo da poter parlare di pari opportunità non sempre alle solite donne che condividono (e come potrebbero non farlo!) ma anche a qualche maschietto in più.
Ci penso spesso, soprattutto da quando ho scoperto il blog di Stefano, Diario di un papà in Congedo parentale, che ho subito adorato per diversi motivi:
- intanto è italiano e scrive dalla Svezia, dove vive e lavora, ha una moglie e due bimbe che immagino stupende... e io adoro l'intera penisola scandinava e chiunque abbia l'opportunità e/o il coraggio di andarci a vivere è per me un miracolato;
- in secondo luogo racconta la sua paternità in modo carino, scanzonato e con gli occhi di chi scopre giorno dopo giorno che si può essere genitori senza necessariamente essere madri;
-  in terzo luogo, il signor papà Stefano è, al momento, in congedo parentale, sino a gennaio più o meno, se non ho capito male, per stare vicino alla bimba più piccola e permettere alla madre di portare avanti il suo lavoro... a gennaio insieme decideranno il da farsi e il suo eventuale rientro a lavoro.

Ora, è vero che la Svezia è lontana anni luce dall'Italia, sia in termini culturali che legislativi e che, effettivamente, qui il congedo parentale è ancora qualcosa di cui si parla come fosse l'ultimo ristorante straniero aperto in centro: esotico, nuovo, curioso, ma... chissà! una volta che passa la moda...

È anche vero che, al momento, il mio lavoro è precario e saltuario ed è, quindi, più facile per me organizzare (anzi riorganizzare) gli impegni presi in funzione degli impegni o delle malattie della bimba, eppure, ingenuamente, continuoa chiedermi quanti uomini in Italia lascerebbero, anche se per pochi mesi il loro lavoro per dedicarsi ai neonati figli. E mi chiedo quante donne dopo averlo fatto ritrovano tale e quale il loro lavoro (ovviamente non parlo di precarie, per le quali la risposta è scontata: no! non lo ritrovano).
E mi chiedo quanti padri sono in grado, in Italia, di fare una cosa del genere:
Ho prenotato un fine settimana lungo a Milano solo io e le bimbe senza mamma Anette per i primi di dicembre. L'ho fatto quando ho realizzato che è dal giorno del parto che Anette non dorme per 3-4 notti di fila senza essere svegliata almeno un paio di volte per notte... solo adesso sto realizzando a che cosa ho scelto di andare incontro! Io e le bimbe, soli (ok, parzialmente con i nonni), per sei giorni...urge allenamento!
Dal blog Diario di un papà in congedo parentale.
Vado a prendere Princi in braccio... non sta ancora bene e vuole solo "braccio mamma".

10 commenti:

  1. E aggiungo che abbiamo un ministro che si è permesso di definire il congedo dal lavoro per maternita' " UN PRIVILEGIO".
    Io ho sempre pensato che fosse un diritto.
    Appena scovo dove ho cacciato l'articolo, ci scrivo un post!
    Un bacione alla tua cucciolina...

    RispondiElimina
  2. eh, questa perla di Beata Ignoranza l'avevo rimossa... anche se, alla fin fine, a ben guardare, è un privilegio... di chi ha un lavoro a tempo determinato in una Pubblica Amministrazione... per le altre donne è un'Utopia!!! che spesso non viene concessa, o viene concessa sotto ricatto, o viene concessa senza stipendio (conosco persone a cui non è stato pagato davvero lo stipendio, nemmeno nei mesi in cui a garantirlo era l'INPS)

    RispondiElimina
  3. ma guarda!!! paperblog ci ha messo in prima pagina!

    RispondiElimina
  4. i diritti in Italia esistono solo per le alte cariche politiche...
    a me han licenziata appena han saputo che ero incinta...
    vo' a leggere il blog del papà in svezia...

    RispondiElimina
  5. vabbeh, lasciamo perdere le alte cariche che è meglio!!!

    visto il lapsus sul primo commento? invece di scrivere tempo INdeterminato ho scritto tempo determinato... sono troppo precaria!!!

    RispondiElimina
  6. Mi hai incuriosito!!!!!!!! :-) vado a guardare!
    Nella nostra azienda due uomini l'hanno preso.! :-) ero veramente molto felice quando l'hanno richiesto. Molti uomini in Italia non lo prendono perchè continuano a pensare che stare dietro ai figli sia un compito femminile. Vero che la moglie di uno è a casa senza lavorare, ma lui voleva godersi la bambina e stare con lei... aiutando sua moglie! Io non ci vedo nulla di strano, esotico! Anzi!
    Ahimè non sono mai stata sulla penisola scandinava ma conto, sogno, spero di andarci presto!
    I tuoi post sono sempre belli e interessanti, e si, spero anche io che le quote azzurre siano in rialzo! :)

    RispondiElimina
  7. io ci sono stata in viaggio di nozze, ma spero di tornarci prima o poi, vorrei fare il giro dei fiordi, vorrei portare mia figlia a Rovaniemi, vorrei farle respirare la stupenda aria che si respira in quei posti...

    RispondiElimina
  8. si veramente un mondo parallelo.... sia per quanto riguarda la mentalità delle nostre aziende.... sia perla mentalità dei nostri uomini....

    vado anche io a curiosare nel blog

    RispondiElimina
  9. vero vero vero... uomini e mentalità: senza voler fare di tutta l'erba un fascio, secondo me si è più uomini accettando sia i lati rosa che quelli azzurri dell'esistenza e, andando così, un po' a naso, credo che in italia la percentuale di uomini che condivide questo pensiero sia parecchio inferiore a quelle degli uomini delle nazioni nordiche... poi, per carità, ogni cultura ed ogni uomo hanno pregi e difetti, ma se l'italiano medio (e l'azienda media) capisse che accettare il proprio lato femminile non significa solo farsi cerettare i peli del petto, secondo me, ne guadagneremmo tutti!

    RispondiElimina

Se sei arrivato fin qui, mi scrivi anche cosa ne pensi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...