Ieri, per lavoro, sono stata tutto il pomeriggio con un gruppo variegato ed eterogeneo di ragazzi extra comunitarii.
Tre ragazzi di Kabul (che loro scrivono Kabol), due ragazzi marocchini, una ragazza sempre marocchina, due ragazze rumene, una ragazza cinese.
Alcuni sono in italia ormai da anni, altri sono arrivati solo da pochi mesi. La ragazza cinese, in particolare, ed i ragazzi afghani, ad esempio sono qui solo da pochi mesi.
I tre ragazzi vivono in un istituto, contano le parole italiane che stanno imparando giorno dopo giorno e, per comunicare se la cavano con un po' di inglese e soprattutto con la loro fortissima unione: dove non arriva uno, possono arrivare gli altri e la comunicazione devia per un attimo verso l'arabo per poi tornare a quel misto di inglese e italiano che possono affrontare.
La ragazza cinese, invece, non parla una parola di italiano né di inglese... o meglio, non parla proprio. L'italiano lo capisce poco, frequenta l'Istituto magistrale, mi dicono... mi chiedo come facciano i suoi insegnanti, se veramente cercano di raggiungerla in qualche modo o se la abbandonano ai suoi pensieri senza chiedersi se ha capito o no. Non so, spero per lei che incontri persone curiose di sentirla parlare, prima o poi.
I marocchini capiscono e parlano abbastanza bene l'italiano, anche se il loro accento è fortemente influenzato dal francese che conoscono come seconda lingua. I due ragazzi studiano, ma probabilmente anche lavorano, anche se non lo dicono.
La ragazza sta a casa... in marocco è laureata in legge ed insegnava ai bambini.
Le due ragazze romene sono qui da più tempo, parlano quasi perfettamente l'italiano ormai, lo leggono e lo capiscono, una delle due a dicembre prenderà la laurea triennale.
Diversi livelli di integrazione e di assorbimento della cultura italiana e occidentale. Le ragazze romene sono vestite alla moda, sembrano assolutamente delle ragazzine italiane. La ragazza marocchina è vestita con colori accesi che riprendono il verde brillante dello chador che le protegge il capo. Ognuno si porta un insieme di tratti somatici, linguistici, culturali che li distinguono e li identificano e rendono questo gruppo ricco di differenze e di... non trovo altre parole per definirlo se non... ricchezza.
Questa è la sensazione che mi sono portata dietro al rientro a casa: che in quei ragazzi ci fosse una ricchezza che solo minimamente sono riuscita a vedere e conoscere e che spesso non è minimamente considerata dalla società che li accoglie.
Troppo spesso ci facciamo trascinare in discorsi sull'integrazione, sull'accoglienza, sui pro sui contro, ecc ecc e troppo spesso dimentichiamo che dietro, dentro, queste persone c'è un mondo, una vita, una casa che probabilmente nessuno di loro avrebbe lasciato se avesse potuto.
Molte cose mi sono portata a casa ieri, tra tutte il sorriso dei ragazzi afghani, lo stesso sorriso con cui alla domanda "perchè avete smesso di studiare?" rispondono "per fatti molto gravi..."
bellissimo post.... ma quindi hai già iniziato il nuovo lavoro?????
RispondiEliminaio qui dopo una settimana concentratissima.... oggi voglia di lavorar saltami addosso
Hai scritto una testimonianza molto preziosa.
RispondiEliminaHai ragione, la ricchezza di quei ragazzi non viene minimamente considerata dal nostro Paese, sempre piu' insofferente verso gli extracomunitari, grazie alle campagne denigratorie, ma anche perche' non si puo' essere tolleranti con gli stranieri quando non riusciamo ad esserlo nemmeno tra noi stessi...
Deve essere un lavoro molto stimolante il tuo, se ti porta ad avere questi contatti...
Un abbraccio, Dona
@bussola: no, no, soliti progetti iniziati prima dell'estate che, con molta probabilità, mi accompagneranno per parecchio tempo ancora, anche perchè il progetto di cui ti ho parlato costa... parecchio! comunque affronto anche questi progetti con occhio diverso, ormai sono entrata nella nuova ottica ;)
RispondiEliminadaaai! che il venerdì è quasi finito... io vado ora a lavorare! ^/^
@Dona: è vero, siamo intolleranti prima di tutto verso noi stessi, come potremmo non esserlo verso l'altro? qualunque altro? il mio lavoro è stimolante se hai la fortuna di incrociare progetti interessanti... ultimamente sono stata fortunata! baci
che post fantastico... mi hai fatto venire la pelle d'oca. Quanto bello è toccare con il cuore le culture diverse (e non il fondamentalismo religioso di nessuna religione compresa la nostra)... imparare... guardare... CRESCERE. Perchè si continua a crescere e si continua a dare-ricevere... ricevere-dare... cultura, suoni, gusti, colori... bellissimo post. Davvero. Bellissimo!
RispondiEliminaquando rimasi in africa un mese ho imparato che il sorriso è il mezzo migliore per comunicare...
RispondiEliminaricordo ancora i sorrisi dei bimbi...
la diversità è la cosa migliore che si possa avere al mondo....
Bellissimo questo post!!
RispondiEliminaVero, soprattutto.
@daisy: grazie, ma ti assicuro che non è stato scritto per essere bello o con chissà quale ambizione... era quello che sentivo e, anzi, credo di non essere nemmeno riuscita a scrivere esattamente quello che penso... bello, comunque, spero di avere altre occasioni di stare con loro...
RispondiElimina@mari: è vero, il sorriso è lo strumento di comunicazione migliore... ma deve essere sincero, tu non ti accorgeresti di un sorriso falso?
@chiara: grazie, si, è decisamente sentito...
vale il sorriso falso non è un sorriso, ma un ghigno...
RispondiEliminastiracchia solo la pelle...
verissimo... e consciamente o inconsciamente siamo tutti abbastanza bravi a rilevarlo... guarda questo se ti va
RispondiEliminaHo fatto il test! dai 14 su 20 li ho azzeccati! Interessante però!
RispondiEliminaBellissimo incontrare persone con culture e vita così differenti dalla nostra. Fa riflettere su quello che noi abbiamo e siamo!
RispondiElimina@daisy: mi sembra un'ottima media, si vede che anche tu sei sensibile al sorriso falso!
RispondiElimina@kriegio: si, è un'esperienza fenomenale... ricordo ancora che la prima volta che sono stata ad amsterdam la cosa che trovavo più bella era il miscuglio di tratti somatici e visi diversi che incontri per strada...